LEONARDO SINISGALLI (1908 – 1981 Montemurro)

Nato nel 1908 a Montemurro, Sinisgalli letterato colpisce per il suo temperamento diviso fra scienza e poesia. L’amore per la scienza lo aveva portato a laurearsi, nel 1932, in ingegneria elettronica e industriale. Non abbandonò mai la sua passione per i numeri, tanto che nel 1944 pubblicò il notissimo libriccino" Furor Mathematicus". Collateralmente all’esercizio poetico, supportato da autorevoli riconoscimenti critici, che ne istituivano l’appartenenza all’aria ermetica, coltivava interessi in apparenza alternativi, come la pittura, l’architettura, il disegno industriale e la grafica pubblicitaria.

Particolarmente significativa la sua produzione in prosa (Fiori pari, Fiori dispari, 1945; Belli boschi, 1948) e la versatilità per l’impegno tecnico che, tra l’altro, lo vide dirigere, negli anni ’50 la prestigiosa rivista "Civiltà delle macchine".

Ricordiamo, ancora, alcune tra le sue raccolte: Nuovi Campi Elisi (1947), La Vigna Vecchia (1947 – 1956), Il Passero e Il Lebbroso (1962 – 1970).

I suoi ultimi anni furono dedicati allo studio dei classici e del loro mondo, da cui deriva la sua ultima opera, le Imitazioni dell’Antologia Palatina (1980). Nella lirica di Sinisgalli ritroviamo temi quali: la stagione dell’infanzia, il culto affettuoso dei morti e, naturalmente, la sua Lucania.

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