IO MI SENTO L’AUTUNNO


Aria spezzata

del focolare in disparte

con poca cenere,

i vetri anche tacciono

le cose che si muovono fuori,

dove screziato un muro s’erge

e gli embrici rabbuiati

hanno l’estrema cura

d’una parola,

farebbero canti ancor gli uccelli

o nell’ebbrezza d’un sole d’estate

riportato un albero,

intonerebbe lievi le mosse

dei rami frondosi e…oh…ma

io mi sento l’autunno

infiltrato nelle case basse

e già scende su dai poggi

come la tela di fine atto

con un brivido

sull’attonito spettatore.

Ottobre 1943

 

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