AFFASCINAZIONI, SCONGIURE E INCANTESIMI
‘Ncantesimo ca rana sott’a lengua
Sopa nu tumptiddo ncì so’quatto vuiariddi;
aravano, ntrizzavano, a cap ra rana scazzavano;
fuscìa, rana ra mmocca, u firro ra chièsa nun si tocca;
u firro si tocca, a rana bene fuscìa ra mmocca.
Affascinazione per la bolla sotto la lingua
Sopra una collinetta ci sono quattro piccoli buoi;
aravano, tracciavano i solchi, schiacciavano la testa della rana;
fuggiva la rana dalla bocca, il ferro della chiesa non si tocca;
il ferro della chiesa si tocca, la rana ben fuggiva dalla bocca.
‘Ncantesimo ca puntura semplice
T’incanto, puntura, panno ri lana e fronna ra uliva ponge cuma na spina.
Santi Rocco e Santa Rina e Santa Maria Maddalena,
sta puntura iè levata, stu dulore iè passato.
Dulore arrivanno, mana passanna, mènila scazzanna.
Chi la Santèssima Trenitata sta puntura iè passata.
Santèssima Trenitata mèia, u virtuto iè u tòi e non u mèio.
Alla calata ru sole passa ogni cègghio e ogni dulore.
Affascinazione per la bronchite
T’incanto, bronchite, con un panno di lana e foglia di ulivo che punge come una spina.
San Rocco, Santa Rina e Santa Maria Maddalena,
questa bronchite è eliminata, questo dolore è passato.
Dolore arrivando, mano passando, mandorla schiacciando.
Per la Santissima Trinità questa bronchite è passata.
Santissima Trinità mia, la virtù è tua e non mia.
Al calar del sole passa ogni fitta e ogni dolore.
‘Ncantesimo cu mal ri capa
Maronna Ancurnata ra Uliva e ra Serra;
Vergine a mamma e Vergine a fègghia.
Passamal ri cègghio e mal ri capa.
Alla calata ru sole, passano cègghi e dulori.
Affascinazione per il mal di testa
Madonna Incoronata dell’Ulivo e della Serra;
Vergine la madre e Vergine la figlia.
Passa mal di fitta e mal di testa.
Al calar del sole, passano fitte e dolori.
‘Ncantesimo ca pigghiata ar’ucchio
Verde iè la palma ca purtasti;
doì ucchi t’hanno ammirato, trè t’hanno salutato.
A nome sia ru Patre, ru Figliolo e ru Spèrd Ssanto:
‘Fermiti, cegghio e nu scè chiù nnanza!’
Affascinazione per il malocchio
Verde è la palma che portasti;
due occhi ti hanno ammirato, tre ti hanno salutato.
Sia nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo:
‘Fermati, fitta, e non andare più avanti!’
‘Ncantesimo cu verme solitario
San Pitro e San Paolo facevano a notte a ualanìa;
tutti li virmi avevano alluggiato, a zia lupa avevano cacciato;
acchiaia Madre Maria: Ci hai, zia lupa mia?.
"Ci vogghio avè, Maronna mia?
Aggi acchiata a San Pitro e San Paulo;
tutti li virmi avevano alluggiato.
A me m’hanno cacciata".
Tò sènti tant’ardente.
Camina sopa cègghi e sopa denti.
Affascinazione per il verme solitario
San Pietro e San Paolo passavano la notte a gualanìa (facevano i gualani, stando in guardia);
tutti i vermi avevano ospitato, la zia lupa (verme solitario) avevano cacciato;
la zia lupa incontrò Madre Maria: Che hai, zia lupa mia?.
"Che voglio avere, Madonna mia?
Ho trovato San Pietro e San Paolo;
tutti i vermi avevano alloggiato.
Me sola hanno cacciato".
Tu sei tanto ardente.
Cammini sulle fitte e sui denti.
Tratto da "Contadini e cultura" (Ricerche antropologiche in un paese lucano)