MONS. PASQUALE GAGLIARDI

Arcivescovo di Manfredonia

Da "La Basilicata nel Mondo " n. 3-4 (1924)

Nel giorno dell’Immacolata Concezione, 8 dicembre 1859, nasceva in Tricarico Pasquale Gagliardi. Vi sono a volte delle coincidenze che determinano, nella vita di un uomo, una scelta più che un’altra del proprio stato: chi sa se l’essere nato nel giorno trionfale della Vergine, elevata ad una Maternità Purissima, non abbia disposto l’animo del futuro Arcivescovo di Manfredonia a dedicarsi alla missione sacerdotale. Certamente, fin da ragazzo, quando la natura manifesta senza ambagi le sue inclinazioni più veementi, egli liberamente prescelse la via da battere, ubbidì e fece ubbidire alla sua vocazione, chiudendosi nel Seminario diocesano del suo paese. Dio lì passò a Roma, nell’Almo Colleggio Capranica, a studiare filosofia e teologia. Per chi non lo sappia, il Colleggio Capranica è il massimo istituto di educazione religiosa; e, quindi, la grandissima parte degli alunni che in esso hanno espletato i corsi di scienze sacre, frequentando l’Università Gregoriana, sono destinati ad altissimi posti nella gerarchia ecclesiastica. Laureatosi in filosofia e teologia, sotto l’impressione di quel fascino che la Roma Papale esercita su tutti gli animi dei giovani preti, egli ritornò al suo paese nativo, onde iniziare la sua missione in mezzo al popolo. Ma l’ambiente era troppo piccolo, troppo angusto per lo slancio della sua attività; e nei piccoli ambienti accade sempre quello che accade in una gabbia ove fanno crescere parecchi uccellini, ognuno di essi per muoversi va a beccare la zambetta dell’altro! Chiamato perciò dal Card. Siciliani Di Rende a Benevento per reggere il Santuario di S. Maria delle Grazie. Egli ravvisò in questa chiamata la volontà di Dio, disposta pel suo meglio, e restò a Benevento, finché il 19 aprile 1893 lo nominarono Arcivescovo di Manfredonia. Uno spirito sincero di pietà, di umiltà, di castigatezza, un’attività pacata ma multiforme spiegata sempre in beneficio del gregge, da Dio affidatogli, lo fanno amare e seguire da tutti i figli, di qualsiasi ordine sociale, della popolata Archidiocesi di Manfredonia. E quando nel 1922 egli solennizzò le sue nozze d’argento sacerdotali, si ebbe, quale attestato della stima ed amore che aveva riscosso, un partecipare di alte personalità ecclesiastiche, cattoliche, civili al lieto avvenimento; nonché, cosa più significativa, un atto di grande benignità

Da parte del Sommo Pontefice Pio XI, che lo insegnava del titolo di Conte e di Assistente al Soglio Pontificio. Fu proprio in occasione ch’egli indisse un Sinodo delle sue nozze d’argento diocesiano, la cui pubblicazione fu apprezzatissima per la sua portata integrativa del nuovo codice canonico.