DAL DIARIO DI " MICHELE MULIERI"



" Avevo sempre un tabellone fresco da attaccare al muro e chiunque passava si fermava per chiedere spiegazioni.
Erano tempi strani allora: i giornalisti per non parlare di politica che quella la doveva fare solo il governo, riempivano i giornali di questi fatterelli e li amplificavano e ci ricamavano sopra per renderli piu’gustosi e la gente cadeva nel tranello e ci interessava.

Così quando mi domandava cosa significava

FIGLIO DEL TRICOLORE

MA PIENO DI DOLORI PLUTOCRATICI

AVVENTURIERO GRANDE INVALIDO

MULIERI

Rispondevo che no, non ero un figlio di puttana, almeno non nel senso che intendevo loro, ma un vero italiano in lotta eterna con la plutocrazia (avevo voluto intendere: burocrazia!) che mi perseguitava perché ero pieno di idee e di iniziative nuove cioè avventuriero.

La gente ci rideva perché poi si scendeva nei particolari e le persone erano contente perché passavano un po’ di tempo divertendosi con quel matto del Mulieri in un posto dove di divertimenti non ce ne erano mai, e poi mai, ed io ero contento perché vendevo più e più benzina.

Cominciai a coltivare una striscia del mio terreno, ai margini della strada. Ci piantai qualche ortaggio e tre file di alberelli e ogni fila l’intestai ad una categoria: i LADRI, i BARBARI, Gli INFAMI.

Mi ero appena rimesso al lavoro per riguadagnare il tempo perduto quando fui raggiunto, anzi investito, da una nuova denuncia, << per aver dato inizio ai lavori di costruzione di un distributore di benzina, senza la preventiva autorizzazione dell’ANAS, quale autorità competente >>.
Mi fermavano un’altra volta. Era una persecuzione.

Speravano che mi scoraggiassi , che abbandonassi tutto. Ma ormai quel progetto mi era cresciuto dentro e poi mi sentivo nel pieno diritto. E del resto, gettando la spugna, che altro avrei potuto fare?

Ma io sapevo chi era che muoveva i fili. Aveva la mano più lunga di quel che avevo pensato ed in più era tenace nel suo progetto. Mi voleva distruggere. Mi voleva cacciare via. La benzina era il feudo suo e ci doveva stare solo chi diceva lui.
Perché l’Italia è così fatta che il povero, quando cerca di farsi una strada, resta sempre un tollerato e se vuole la vita tranqilla deve saper stare zitto e non protestare mai. Così scrissi un cartello:

LA LEGGE E’ MANSIONATA

DAGLI INFAMI BARBARI !

NON TEMO E NON TREMO!
LE MIE AVVENTURE SONO LUNGHE:
MAI PAURA!

E lo piantai nel terreno, vicino allo scasso, in modo che si potesse vedere da tutte e due le strade. La gente istruita rideva alle mie spalle. Rideva per i miei cartelli un po’ sgrammaticati, per le parole che m’inventavo io.

- Che significa "mansionata"? mi chiedevano divertiti e divertendosi.
Io volevo dire che la legge è sempre a favore loro, dei padroni cioè; la fanno e se la cucinano; ma purtroppo non ho studiato e non mi so esprimere con finezza e proprietà di linguaggio, secondo le regole del vocabolario e della grammatica.

Scrivevo come sapevo, senza chiedere consiglio a nessuno. Non facevo come quelli che, non essendo andati a scuola, si vergognavano, sia di scrivere che di parlare, per paura di fare brutta figura e fanno il gioco del padrone; non è colpa mia se non sono andato a scuola. Né sono disposto, per questo, a farmi mettere sotto i piedi. Da nessuno. Ma ero preoccupato, prestato tra i giganti che, prima o poi, mi avrebbero schiacciato e risospinto nel nulla, di nuovo tra le file dei disoccupati, insieme alla mia famiglia.Mi vedevo alle strette, e cominciai a chiedere consigli, a ricercare una raccomandazione. Perché questa, in democrazia, è la chiave universale, la chiave che apre tutte le porte, la ricetta magica per guarire ogni malattia. Lei è l’onnipotente.

La gente vale a seconda delle proprie raccomandazioni, di quelle cioè che può ottenere. Puoi essere cretino quanto vuoi, basta la raccomandazione adatta e diventi persino direttore della banca del tuo paese; e, se riesci ad avere la serie completa, quella giusta, ministro o che so io.

Non ho mai avuto tempo per la politica; ma qualche cosa la capivo anch’io. Ho sempre votato per l’opposizione, anche per il MSI, alla amministrative, una volta che presentò dei candidati che conoscevo io, paesani che fino ad allora erano sembrati onesti; ma in questo caso non potevo andare tanto per il sottile e riuscii a farmi raccomandare da un senatore democristiano.

I parlamentari, per essere rieletti, farebbero i salti mortali e le carte false; venderebbero padre e madre se gli fosse consentito, e qui è l’origine di tanta corruzione; ed i miei voti e la propaganda che avrei potuto fare erano ricercati.

* * * * *

Al Presidente della Repubblica

"In questo marciume non posso più stare

per la legge dei compari

Tutto voglio abbandonare,

chè la bella Italia

è dei grandi industriali.

 

Pagina precedente